Ferrara, la città da amare dentro e fuori dallo schermo

Ferrara è una città di bellezza discreta e potente, che non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. Basta camminare tra le sue mura rinascimentali, attraversare le sue piazze, lasciarsi avvolgere dalle atmosfere dei suoi palazzi, per capire perché questa città sia così amata da registi e cineasti. 

Nel corso del Novecento, Ferrara è diventata uno dei luoghi più rappresentativi del cinema italiano: set privilegiato, fonte di ispirazione, teatro di storie che hanno fatto la storia. Qui sono nati autori come Michelangelo Antonioni, ma anche tanti capolavori ambientati tra il Castello Estense e il Ghetto ebraico, come “Il giardino dei Finzi Contini” di De Sica o “La lunga notte del ‘43” di Florestano Vancini. 

Gli angoli di Ferrara sono stati testimoni silenziosi di scene iconiche del grande cinema: Massimo Girotti e Clara Calamai si scambiano sguardi intensi davanti al Castello in “Ossessione” di Visconti; Philippe Noiret osserva dalla vetrina di un bar in “Gli occhiali d’oro“; Kim Rossi Stuart e Ines Sastre si tengono per mano lungo le vie del centro in ‘Al di là delle nuvole’ un film di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders. 

A Ferrara il cinema non è solo passato, ma anche presente e futuro. Ne è un esempio lo Spazio Antonioni, museo interamente dedicato al grande regista, allestito a pochi passi da  

Palazzo dei Diamanti e Palazzo Massari. Qui si entra in contatto diretto con l’universo intellettuale dell’autore attraverso film, fotografie, sceneggiature, dipinti e oggetti personali. Queste testimonianze sono parte del fondo (comprensivo di oltre 47mila unità) che il regista ha voluto lasciare alla sua città e che è stato acquisito dal Comune di Ferrara nel 1998. 

Il Ferrara Film Festival, che si svolge ogni settembre, arricchisce il panorama culturale della città con anteprime internazionali, incontri con attori e registi, proiezioni all’aperto e premiazioni. Un’occasione per vivere il cinema da protagonisti, in una cornice suggestiva e coinvolgente. 

E poi c’è Gherardi, piccolo borgo del basso ferrarese diventato oggi Villaggio del Cinema: un progetto di recupero e valorizzazione che mescola arte urbana, memoria e passione per il grande schermo. Qui anche una trattoria, “Ciak si mangia!”, rende omaggio al cinema attraverso piatti della tradizione e poster originali dei grandi film italiani. 

Ferrara è così: una città che non ha bisogno di effetti speciali… e chi sa guardare, saprà trovarvi storie da ricordare. 

Torna in alto