Editoriale di febbraio di Franck Cannata, Presidente dell’UPE06
Articolo pubblicato integralmente dal sito ufficiale dell’UPE06. La traduzione di tale articolo è presa a carico dalla Camera di Commercio italiana di Nizza.
“Il bilancio 2026, frutto di un compromesso politico che scredita tutti i suoi protagonisti, non è all’altezza né dello stato delle nostre finanze pubbliche, né delle sfide geopolitiche ed economiche che dovremo affrontare. Ancora una volta sono le imprese a pagare!!!
La riduzione (teorica) del nostro deficit pubblico sarà legata per il 75% ad aumenti delle tasse e solo per il 25% a uno sforzo sulla spesa pubblica, che quest’anno aumenta di 38 miliardi di euro per rappresentare il 56,7% del PIL del nostro Paese. Le imposte, le tasse e i contributi rappresentano il 43,9% del PIL. Infine, il nostro indebitamento dovrebbe salire al 118,3% del PIL.
Non possiamo che constatare che tutti gli impegni di ridurre la spesa e di non aumentare le tasse sono stati disattesi. Al loro posto, ci sono più spese, più tasse, più debito e un maggiore costo annuo del debito.
Sulla grossa dozzina di miliardi di euro di nuovi aumenti dei prelievi obbligatori, una decina colpisce le nostre imprese.
L’anno è appena iniziato e lo slittamento dei conti pubblici è già avviato, a causa di misure non finanziate. Come per il nuovo congedo di nascita, la cui entrata in vigore è stata anticipata, ma per il quale non è prevista alcuna spesa nei conti di quest’anno.
Nel frattempo, nel 2025 sono stati registrati 68.057 fallimenti aziendali e assistiamo sbigottiti al sabotaggio della nostra economia.
E invece di fare pedagogia per spiegare come si crea ricchezza e di aprire la scatola nera della spesa pubblica, si continua a fare degli imprenditori dei capri espiatori. Se si continua su questa strada, i risultati saranno i seguenti: meno investimenti, più fallimenti, più disoccupazione e, alla fine, meno imprese!”
Fonte originale: https://www.upe06.com/edito-de-fevrier-de-franck-cannata-president-de-lupe06/
