La sala storica della stazione di Taormina: tra Liberty, storia e paesaggio

C’è un luogo, affacciato sulla linea costiera siciliana, in cui l’architettura ferroviaria diventa bellezza. È la sala d’attesa di prima classe della stazione di Taormina, esempio straordinario di incontro tra gusto neoclassico e stile Liberty, oggi parte del circuito delle sale storiche di Fondazione FS. 

La prima stazione di Taormina viene edificata nell’ambito del programma di costruzioni ferroviarie in Sicilia intrapreso dalla Società Vittorio Veneto, poi diventata Società per le Strade Ferrate Calabro-Sicule nel 1865 e infine assorbita nel 1873 dalla Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali. 

Situata nella località di Giardini, a circa due chilometri dal centro storico di Taormina, la stazione è inaugurata il 12 dicembre 1866, in occasione dell’apertura del tronco Messina–Taormina Giardini. 

Nel 1905, con il passaggio alle neonate Ferrovie dello Stato, Taormina è già divenuta una meta ambita dai circoli culturali mitteleuropei, grazie anche alla fama internazionale diffusa da artisti come Otto Geleng e Wilhelm von Gloeden. In quegli anni vi transitano personalità del calibro di Goethe, Nietzsche, Wagner. 

Negli anni ’20, proprio per rispondere al crescente successo internazionale della città, FS pianifica il rinnovo della stazione. Il progetto si ispira allo stile arabo-normanno del centro urbano, integrando elementi neogotici e medievali, grandi vetrate e lampadari in ferro battuto in pieno stile Liberty. 

Il progettista Roberto Narducci inserisce nel nuovo edificio anche una sala d’attesa di prima classe, le cui decorazioni richiamano i palazzi Corvaja e Duchi di Santo Stefano. All’interno sono ancora visibili gli arredi originali ottocenteschi in legno scuro, conservati fino a oggi. 

Un luogo che incarna il legame profondo tra viaggio, arte e memoria, simbolo dell’accoglienza ferroviaria che fu, e che torna oggi protagonista grazie alla valorizzazione promossa da Fondazione FS. 

La sala è visitabile su prenotazione, scrivendo a [email protected]. 

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